Hospitality Day: il mio sentire

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Linee guida per un outsourcing efficace in albergo
4 Ottobre 2017

Hospitality Day: il mio sentire

Hospitality Day 2017 foto

Durante il viaggio di ritorno dal fantastico evento dedicato alle strutture ricettive in Italia, l’Hospitality Day 2017, mi sono messa a riflettere… Per me è stata un’avventura fantastica.

Questa notte ho dormito poco e non per il treno che domani mattina mi porterà a Milano verso una delle strutture che gestiamo, ma perché un senso di inadeguatezza mi assale. D’altra parte dietro ad un logo vi sono persone con un volto umano.

Rivedo e rivivo le difficoltà vissute ieri quando all’inizio del mio speech il PC non era pronto e il telecomando che mi avrebbe permesso di far scorrere le slide del mio intervento non funzionava. Il panico!

 

Gli ostacoli incontrati all’Hospitality Day 2017

Tutta la giornata di ieri è stata un continuo ostacolo,

Nel portatile dell’organizzazione la presentazione che avevo preparato non funzionava come avrebbe dovuto e ci siamo messi a cercare una soluzione alternativa…

io e la mia collega Daniela, proviamo e riproviamo. Andiamo in pausa pranzo mentre attendiamo l’arrivo del tecnico. Lo stress sale perché il tecnico tarda a venire in nostro soccorso, comunque alla fine arriva e la tensione si allenta leggermente quando riusciamo a caricare e vedere il file sul quale si basa il mio intervento all’hospitality Day del 2017.

Torno allo stand quando mi si dice che devo fare una variazione sul mio intervento preparato con cura, ed ecco che torno in modalità stress.

D’altra parte noi di GSC Servizi siamo abituati ogni giorno a gestire situazioni impreviste e stressanti. Quindi non mi turbo più di tanto e mi avvio verso la sala conferenze.

 Hospitality Day 2017: Le mie paure prima dello speech

Entro nella sala conferenze dedicata al mio intervento e…. piena di gente…. anche in piedi! Ovviamente sono entusiasta di vedere le tante persone che hanno raccolto l’invito della GSC Servizi ad ascoltare il nostro intervento sulle linee guida ad un’outsourcing efficace.

Però è anche vero che dietro al nostro logo o marchio aziendale, lavorano persone con una natura umana soggetta a entusiasmo e passione ma anche a sentimenti di inadeguatezza e timori. In quel frangente devo dire che ho sentito un nodo alla gola.

La relatrice prima di me si è preparata e accordata con i presenti e la senti dire:

“visto che siamo tutti qui possiamo iniziare prima” .

Io replico:
“prima allestiamo la mia presentazione” chiedo io…..

Lei secca ribadisce

“l’hai provata prima” dice secca lei….Haaaa!!!!

Questa “sorta” di conflitto davanti a centinaia di persone…sento il sangue che mi sale al cervello e nel mentre lei inizia a parlare per …40 minuti.

 

 

Finalmente arriva il mio momento all’Hospitality Day 2017

Quando finalmente tocca a me nulla è pronto né funzionante. Ma ormai annulo ogni sentimento “umano” e tiro fuori la mia parte forte in grado di superare ogni ostacolo e difficoltà a beneficio dell’azienda che sto rappresentando.

Hospitality Day 2017: foto Alessandra PicciauInizio a parlare poi mi fermo è voilà….miracolosamente tutto funziona.

Quando inizio a parlare sento lo stato di stress salire al massimo grado e balbetto sbagliando qualche parola. Ora devo decidere se lasciarmi soffocare da quello stato di paura o riprendermi alla grande non lasciandomi sconfiggere da ostacoli e paura.

No, non mi lascerò sconfiggere da paura ed ostacoli. Riparto e inizio di nuovo in barba agli ostacoli.

A quel punto sento una forza travolgente che mi ha dato la spinta per premere il pulsante del telecomando e dare il via alla mia presentazione. Parto con le immagini e anche se tutto intorno a me sembra esserci il buio più totale, mi metto a coinvolgere il pubblico e a comunicare con loro.

Riacquisto fiducia, mi rilasso e il messaggio passa e direi anche molto bene. Mando la slide di un’immagine con una sfilza di donne incinta…tutti ridono e a quel punto mi rilasso anche io. Li ho conquistati.

 

 

Hospitality Day 2017: creare valore è la nostra mission

Io creo valore, mi dico, ma l’emozione è tanta e continuo a parlare in apnea serrata e inesorabile, finalmente le parole diventano mie amiche e fornisco informazioni utili su come realizzare un outsourcing efficace. I presenti fanno le foto alle mie slide (fantastico no?) Qualcuno fa domande….

Ahhhhhh che paura…chi mi mi ha fatto la domanda non è un nemico! Anzi lo devo far diventare un mio alleato e vado oltre…

Sono un caterpillar non mi fermo e fornisco le informazioni utili. Siamo bravi, siamo umani (eccome se siamo umani ed io umanissima… li’ ferma a mostrare le mie difficoltà e l’emozione senza vergogna!!!!!).

Li convinco ? Non lo so, sarà il tempo a dirlo… “siamo volti ed anime dietro al logo” ed introduco la Contessa, lei ha dato un tocco di eleganza e professionalità all’evento e il nostro PR ha portato valore aggiunto.

Improvvisamente tutto finisce… tutte quelle persone escono dalla sala. Mi riprendo le mie cose con calma e saluto Cecilia. Non sono convinta che abbia fatto il possibile per farmi sentire a mio agio. Mi guardo intorno e non vedo nessun volto amico.

Mi sento sfinita ma contenta. Ho trasmesso il 95% di quello che volevo dire. Tutto è migliorabile ma sono stata brava mi dico… non ne sono mica tanto convinta e infatti improvvisamente mi sento svuotata…

Esco dalla sala, attraverso il corridoio… e li’ un uomo distinto, un direttore d’albergo mi ferma, mi dice che era presente e che vuole avere informazioni sulla nostra società.

Sono stata convincente… il messaggio è passato!!!!
Proseguo attraversando corridoi, salendo su scale mobili, entro nella sala, attraverso i vari stand e…finalmente arrivo al nostro.

Trattengo il respiro… sono tutti lì’. Improvvisamente temo il loro giudizio…ma … si girano, mi guardano e mi applaudono… “brava Picciau!!!” E mi sento a casa!!!

Quello che provo ora a distanza di poche ore dall’Hospitality Day 2017, è una profonda gratitudine, per il mio capo che ha avuto fiducia in me e per il quale provo una grande stima per la sua capacità imprenditoriale e per il suo entusiasmo.

Per i miei colleghi perché insieme abbiamo contribuito a raccontare chi siamo, per il mio lavoro perché mi da la possibilità di sperimentare il valore del lato umano che nella nostra realtà è molto importante.

Devo chiedere scusa, ai preziosissimi amici del settore commerciale…. Mai menzionato nella presentazione e che invece è il fulcro del nostro successo… soggetti che si dedicano anima e corpo alla crescita della nostra attività, una squadra unita e armonica. Ci siamo!!!!